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CRONOLOGIA DELLE GUERRE FRANCO INDIANE

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CRONOLOGIA DEGLI EVENTI BELLICI DELLE GUERRE FRANCO-INDIANE
NORD AMERICA 1754-1763

28 maggio 1754 - battaglia di Jumonville Glen (vittoria inglese) …primi spari della guerra Franco-Indiana. Costruzione di Fort Necessity da parte degli uomini del giovane ufficiale americano George Washington che viene accusato dai francesi di essere responsabile della morte dell’ufficiale Joseph Coulon de Jumonville.

3 luglio 1754 - battaglia di Great Meadows (v. francese) Fort Necessity venne costruito in pochi giorni dai quattrocento uomini del colonnello George Washington nel tentativo di difendersi da un esercito francese in avvicinamento formato da cinquecento ‘Compagnies Franches de la Marine’ e miliziani canadesi unitamente a qualche centinaio di indiani loro alleati.
In seguito alla morte del loro ufficiale Joseph Coulon de Jumonville e il suo esiguo distaccamento, avvenuta un mese prima, i francesi avevano inseguito inesorabilmente l'esercito di Washington fino a Great Meadows, dove nel frattempo era stato eretto in tutta fretta Fort Necessity.
Il 3 luglio iniziarono i combattimenti e le truppe inglesi, inclusi diversi miliziani della Virginia, subirono gravi perdite a causa dell’enorme divario delle forze in campo. Intorno alla mezzanotte Washington accettò i termini della resa e i francesi permisero a lui e ai suoi uomini di abbandonare il fortino con armi e bandiere.

3-16 giugno 1755 - battaglia di Fort Beauséjour (v. inglese): l’assedio di Fort Beauséjour fu la prima grande offensiva inglese nella guerra Franco-Indiana. Nel giugno del 1755, il tenente colonnello Robert Monckton, al comando di una flottiglia di trentatre barconi da trasporto e tre navi da guerra salpata da Boston, trasportò 270 regolari britannici e 2.000 miliziani del New England fino alla baia di Cumberland. Le imbarcazioni gettarono l’ancora all’imboccatura del fiume Missaguash e le truppe sbarcarono senza trovare resistenza. Usarono il vicino forte inglese Fort Lawrence per trascorrere la notte e passarono all’offensiva il 3 di giugno con un’avanzata lenta e prudente verso le fortificazioni francesi. Quando l’esercito fu abbastanza vicino Monckton diede l’ordine di bombardare il fortino con i mortai. Il comandante francese di Fort Beauséjour, marchese Louis du Pont Duchambon de Vergor, sfidò il nemico per due settimane ma non aveva molte speranze contro un esercito numeroso e bene armato. Il 16 giugno il fuoco dei mortai completò la distruzione delle difese della fortificazione e i francesi furono costretti a capitolare. Il forte fu rinominato dagli inglesi Fort Cumberland.
Il giorno seguente anche il vicino Fort Gaspareaux (rinominato poi Fort Monckton) fu abbandonato nelle mani di trecento soldati inglesi al comando del colonnello John Winslow. I soldati francesi superstiti si imbarcarono per la fortezza di Louisbourg, all’Ile Royale (oggi Isola del capo Bretone) sentinella strategica per i traffici marittimi verso il Quebec, dove arrivarono ai primi di luglio. La frontiera con l’Acadia francese e le colonie inglesi era stata di fatto abbandonata e aperta alle dispute tra le due nazioni rivali nei successivi anni di guerra. Gli inglesi avevano ora il pieno controllo della Nuova Scozia.

9 luglio 1755 - battaglia di Monongahela (Braddock’s disaster) (v. francese): la contesa nacque per il possesso della valle dell'Ohio, rivendicata sia dagli inglesi della Compagnia dell’Ohio che dai francesi, insediatisi con numerosi avamposti militari e commerciali. I francesi respinsero i tentativi che George Washington, su incarico del governatore della Virginia, aveva messo in atto per costruire un forte lungo il fiume Allegheny, e nel 1755 distrussero con tattiche indiane di guerriglia nei boschi le truppe del generale Braddock che intendeva portare l’assedio a Fort Duquesne (oggi Pittsburgh, PA).
L’esercito del generale Braddock era formato da una misto di truppe regolari britanniche e di milizia americana. I francesi, consci del fatto che le difese di Fort Duquesne non avrebbero potuto resistere a lungo al fuoco dei cannoni inglesi, decisero di lanciare un attacco preventivo alla colonna di Braddock non appena questa avesse superato il fiume Monongahela. Le forze francesi consistevano di circa 250 truppe regolari e milizia canadese unitamente ad alcune centinaia di alleati indiani. I franco-canadesi e gli indiani iniziarono a fare fuoco dalla foresta sulla colonna inglese nascosti dietro gli alberi e gli anfratti presenti ai lati della strada. Dopo tre ore di intensi combattimenti il generale Braddock fu colpito mortalmente e la resistenza inglese cedette.

Le guerre Franco Indiane si possono definire come il capitolo americano della Guerra dei Sette Anni, la prima vera guerra mondiale della storia (1756 - 1763). Originarono dalla contesa sul controllo della valle dell'Ohio tra le colonie inglesi della costa atlantica e i francesi della Nuova Francia.
I nativi americani, per la maggior parte schierati a fianco della Francia, ebbero un peso notevole in molti degli eventi bellici che distinsero questo conflitto.

Al tramonto le superstiti forze britanniche dovettero battere in ritirata e percorrere in senso contrario la strada da loro tracciata giorni prima per portare l’assedio a Fort Duquesne. Braddock morì nel corso della ritirata a causa delle ferite riportate. Dei 1.460 uomini che aveva guidato in battaglia, 456 furono uccisi e 421 feriti. Gli ufficiali furono quelli che subirono le perdite più pesanti, 63 su 86 furono uccisi o feriti. Il colonnello George Washington si distinse per il coraggio ed il controllo dimostrato nel corso dei combattimenti e fu acclamato come eroe della Virginia. I francesi subirono la perdita irrisoria di dodici uomini, di cui otto morti e quattro feriti, mentre i loro alleati indiani ebbero solo quindici morti e dodici feriti.

8 settembre 1755 - battaglia di Lake George (v.inglese):
la Battaglia del lago George fu combattuta l'8 settembre del 1755 nel nord della provincia di New York. Lo scontro avvenne durante una campagna militare lanciata dagli inglesi per assumere il controllo strategico dei laghi George e Champlain.
L'esercito britannico, composto da millecinquecento uomini delle truppe coloniali americane e da duecento guerrieri Mohawks, al comando di Sir William Johnson, sconfisse una forza di millecinquecento soldati francesi ed alleati indiani comandata dal Barone di origini tedesche Ludwig August Dieskau.
Johnson era arrivato sul lago Saint Sacrament il 28 agosto ed aveva rinominato il lago Lake George in onore del suo sovrano Giorgio II. L'intenzione del comandante inglese era quella di avanzare per la via d'acqua sui laghi George e Champlain e attaccare il forte St. Frédéric a Crown Point.
Essendo stato avvisato dell'avvicinarsi dell'esercito britannico, Dieskau lasciò Fort St. Frédéric e spostò le sue truppe più a sud a Fort Carillon, a metà strada tra i due laghi. Il 4 settembre decise di prendere l'iniziativa e attaccare il contingente inglese che intanto aveva eretto un forte chiamato Fort Lyman (in seguito rinominato Fort Edward) sul fiume Hudson. L'intento del barone era quello di distruggere le imbarcazioni, le vettovaglie e l'artiglieria  del nemico.
Lasciate metà delle sue forze a Fort Carillon (in seguito Fort Ticonderoga) seguì con il resto dell'esercito una via alternativa sul fiume Hudson, fece sbarcare i suoi uomini a South Bay e marciò con essi lungo il Wood Creek. Alla testa di duecento granatieri regolari dei reggimenti La Reine e Languedoc, seicento miliziani canadesi e settecento indiani Abenaki e Caughnawaga Mohawk, Dieskau arrivò nei pressi di Fort Edward  nel pomeriggio del 7 settembre 1755.

Johnson, accampato quattordici miglia a nord di Fort Edward, fu informato dai suoi esploratori circa la presenza del nemico e inviò un dispaccio al forte per mettere in guardia i cinquecento uomini della guarnigione. Il messaggero fu purtroppo intercettato con il risultato che il comandante francese venne a conoscenza della posizione e del numero delle forze britanniche. I suoi alleati indiani però, dopo aver tenuto consiglio, si rifiutarono di dare l'assalto al forte in quanto temevano fosse difeso da parecchi cannoni. A seguito di tale decisione Dieskau dovette dare l'ordine di marciare alla volta del lago contro il campo americano.
La mattina dell'8 settembre Johnson inviò un contingente di provinciali dei reggimenti del Massachussets del colonnello Williams e del Connecticut del colonnello Whiting, più duecento indiani Mohawk, a rinforzare la guarnigione di Fort Edward. Informato da un disertore, il barone Dieskau schierò i suoi granatieri in modo da sbarrare la via verso il forte e spedì gli indiani e i miliziani canadesi a tendere un'imboscata alle truppe americane in arrivo lungo la strada.
La colonna di Williams e Whiting cadde dritta nella trappola e fu accolta dalla potente scarica dei moschetti francesi. In un duro combattimento conosciuto come 'The Bloody Morning Scout', il colonnello Williams e il capo indiano King Hendrick furono uccisi quasi subito con molti dei loro uomini. A questo punto Dieskau lanciò i suoi regolari all'inseguimento dei coloniali americani che precipitosamente avevano fatto ritorno verso l'accampamento di Johnson mentre un centinaio di loro camerati e Mohawk sopravvissuti, comandati dal colonnello Whiting, tentavano di coprire la  ritirata. Questo manipolo di uomini inflisse gravi perdite al nemico e tra queste ci fu Jacques Legardeur de Saint-Pierre, un famoso comandante delle milizie canadesi e indiane.
Visto il successo ottenuto nella prima fase dello scontro Dieskau ordinò alla milizia e agli indiani di compiere un attacco al campo britannico. Sfortunatamente per il comandante francese il morale di questi combattenti aveva subito un duro colpo in conseguenza della morte del loro capo Legardeur e i Caughnawagas non erano intenzionati ad combattere contro i loro parenti Mohawk presenti nel campo opposto, gli Abenaki da parte loro non avrebbero combattuto senza i Caughnawagas.
Sperando di convincere i pellerossa a seguirlo, Dieskau formò una colonna con i suoi duecento granatieri e si diresse verso l'accampamento inglese dove nel frattempo i difensori si erano trincerati dietro carri, barche e tronchi d'albero. Appena i regolari francesi furono in vista l'artiglieria inglese fece fuoco contro di loro, lo stesso barone Dieskau fu seriamente ferito e l'attacco francese dovette essere abbandonato.
Mentre accadevano questi avvenimenti il comandante di Fort Edward colonnello Joseph Blanchard, visto in lontananza il fumo della battaglia, spedì una compagnia di ottanta uomini del New Hampshire e quaranta provinciali di New York al comando dei capitani Folsom e McGennis a verificare la situazione.
I due si diressero verso il rombo del cannone ma a due miglia dal campo si imbatterono nei vettovagliamenti dell'esercito francese guardati a vista da poche sentinelle. Gli americani attaccarono il convoglio, si impadronirono dei bagagli e delle munizioni e dispersero il nemico. Subito dopo alcuni esploratori portarono la notizia che una forza composta da circa trecento tra miliziani e indiani si stava avvicinando. Il capitano Folsom appostò i suoi provinciali tra gli alberi e quando i francesi furono a tiro ordinò di sparare. Molti canadesi furono uccisi e molti altri furono fatti prigionieri mentre gli americani persero solo sei uomini, purtroppo nell'infuriare della battaglia il capitano McGennis fu mortalmente ferito.
Dopo il ritiro delle truppe francesi gli americani trovarono a poca distanza dal campo, nel punto dove l'artiglieria aveva fatto fuoco, una ventina di feriti nemici tra cui il barone Dieskau che era stato lasciato indietro dai suoi perché non trasportabile. Johnson trattò il barone con grande rispetto e civiltà come era consuetudine a quel tempo tra comandanti avversari, lo fece trasportare nella sua tenda, curare e in seguito lo ospitò nella sua casa di Albany per la convalescenza. Dieskau morì qualche anno più tardi in Francia in conseguenza delle ferire riportate al lago George.
Nonostante la vittoria riportata, la marcia di Johnson verso Crown Point subì un brusco arresto ma il generale inglese fu abile nello sfruttare l'immediato vantaggio ottenuto sul nemico compiendo una ulteriore avanzata, seppur limitata, sul lago e consolidando la sua posizione con la costruzione di un nuovo forte, Fort William Henry, all'estrema punta del lago George.
Dal 1756 i Rangers di Robert Rogers stabilirono il loro campo base su una piccola isola del fiume Hudson, la Rogers Island proprio di fronte a Fort Edward, l'avamposto eretto dagli uomini di Jonson, quaranta miglia a nord di Albany. Questo permetteva ai Rangers di muoversi e operare con maggiore libertà rispetto alle truppe regolari britanniche.
Unitamente ad una casamatta, un ospedale e una cucina vi erano un certo numero di baracche dove i Rangers erano accampati in attesa del loro impiego operativo.

27 marzo 1756 - battaglia di Fort Bull (v. francese): attacco al forte inglese di Fort Bull il 27 marzo del 1756. Le truppe francesi, comandate dal tenente Gaspard Joseph Chaussegros de Lery, consistevano in regolari de Les Compagnies Franches de la Marine, milizia canadese e alleati indiani.
Strisciando tra gli alberi i francesi si avvicinarono fino a duecento metri dal forte. Improvvisamente, contravvenendo agli ordini ricevuti, gli indiani iniziarono a lanciare le loro grida di guerra. De Lery, vista sfumata la sorpresa, ordinò una carica alla baionetta contro il forte. Gli inglesi fecero appena in tempo a chiudere le porte dell’avamposto ma i francesi riuscirono ad infilare i loro moschetti tra le fessure della palizzata e a sparare contro i difensori all’interno. De Lery chiese ripetutamente alla guarnigione di arrendersi ma inutilmente. Alla fine I francesi riuscirono a demolire il portone, penetrare nel fortino e uccidere gran parte dei difensori. I vincitori saccheggiarono ogni cosa poi diedero fuoco al fortilizio.
Un esploratore avvisò De Lery che una forza inglese del vicino Fort William Henry si stava avvicinando per portare soccorso alla guarnigione di Fort Bull. Francesi ed indiani fecero velocemente ritorno in Canada portando con sé alcuni prigionieri. Il distaccamento inglese al comando di Sir William Johnson arrivò troppo tardi. L'ufficiale dichiarò in seguito "tutti erano stati ferocemente trucidati e scotennati".
L’avamposto venne ricostruito con il nome di Fort Wood Creek nel periodo maggio-agosto 1756 con palizzata in legno e quattro edifici all’interno ma venne di nuovo dato alle fiamme alla fine di agosto, questa volta dagli stessi inglesi, alla notizia che una consistente forza francese si stava avvicinando.

10-14 agosto 1756 - battaglia di Fort Oswego (v. francese): questa battaglia fu una di una serie di vittorie riportate dai francesi all’inizio della guerra Franco-Indiana nonostante la loro maggiore vulnerabilità rispetto alle truppe più numerose e meglio equipaggiate della Gran Bretagna. Il 10 agosto del 1756 una forza composta di regolari, milizia canadese e indiani, al comando del Marchese di Montcalm, catturò e occupò Fort Oswego, oggi nei pressi della città di Oswego, stato di New York, vicino Syracuse.
Il 29 luglio del 1756 Montcalm arrivò a Fort Frontenac con l’intenzione di portare l’attacco a Fort Oswego. Egli aveva tuttavia alcune perplessità sulla capacità delle sue truppe irregolari di sostenere un assedio prolungato a questo avamposto. Nonostante tali dubbi l’attacco venne pianificato e lanciato. L’esercito di Montcalm, forte di tremila uomini una metà dei quail irregolari della milizia e circa duecentocinquanta alleati indiani, marciò di notte per approfittare dell’effetto sorpresa ed arrivò alla mezzanote del 10 agosto alla foce del fiume Oswego. Immediatamente il generale diede ordine di piazzare l’artiglieria.

In effetti la fortificazione inglese era composta da tre diverse postazioni: la prima sulla riva ovest detta Fort Ontario, la seconda sulla sponda est chiamata Fort Oswego e la terza, spostata più ad est, chiamata Fort George. Delle tre solo Oswego era in condizioni di sostenere un assedio. Fort George venne infatti precipitosamente abbandonato all’arrivo dei francesi e la sua guarnigione raggiunse Fort Oswego. Fort Ontario venne presto messo fuori combattimento e ciò che rimaneva dei suoi soldati riparò in Fort Oswego.
A seguito di tali avvenimenti il numero dei difensori del forte salì a millesettecento uomini, tutti irregolari, appoggiati da trentatre cannoni e al cui comando vi era il colonnello Mercer.

Montcalm era tuttavia meglio armato e poteva contare su un numero maggiore di uomini. Fece installare una batteria di cannoni nella posizione abbandonata di Fort Ontario e da lì bombardare Fort Oswego. Inviò poi i suoi indiani a condurre azioni di guerriglia alle spalle del forte assediato e sulla riva ovest del fiume al fine di impedire che i difensori potessero chiedere rinforzi.
La superiorità francese fu presto evidente e quando lo stesso colonnello Mercer venne ucciso alla guarnigione non rimase che la capitolazione, era il 14 agosto 1756.
I francesi fecero prigionieri milleseicento uomini, catturarono oltre cento cannoni ed enormi quantità di munizioni, sei vascelli armati e molte barche pronte per essere utilizzate contro Fort Niagara e Fort Frontenac. I forti inglesi vennero poi dati alle fiamme. La caduta di Fort Oswego ebbe come conseguenza l'interruzione della navigazione anglo-americana sul lago Ontario e eliminò la minaccia britannica su Fort Frontenac. La battaglia dimostrò inoltre come le tradizionali tattiche di assedio europee erano valide anche nel Nord America quando le condizioni e il terreno lo permettevano.

8 settembre 1756 - spedizione di Kittanning (v.inglese): fu l'attacco di un contingente di miliziani americani della Pennsylvania e della Virginia contro l'accampamento indiano dei Delaware comandati dal Capo Jacobs per ritorsione contro le frequenti scorrerie effettuate da questi pellerossa a danno dei coloni anglo-americani.

1 gennaio 1757 - prima battaglia delle Snowshoes (racchette da neve):

2-6 agosto 1757 - conquista di Fort William Henry (v.francese): avvenimento da cui è tratto il romanzo 'L'ultimo dei Mohicani' e il successivo film del 1992 con Daniel Day Lewis e Madeleine Stowe.

La fortificazione venne costruita nel settembre del 1755 dal Generale William Johnson che la battezzò con i nomi dei due principi reali figli del re Giorgio II, William e Henry. Altri dicono invece che il nome venne dato in onore del Duca di Gloucester William Henry.
Per due anni gli inglesi riuscirono a respingere gli attacchi delle forze francesi ma, nell'agosto del 1757, giunse il generale Montcalm con un esercito forte di oltre ottomila uomini tra forze regolari, milizia, alleati indiani ed innumerevoli pezzi di artiglieria. Il Marchese pose l'assedio al forte e, dopo sei giorni di pesante bombardamento compiuto da cannoni e mortai, le difese inglesi cedettero e la guarnigione composta da 2.200 uomini dovette arrendersi ed abbandonare l'avamposto.

Montcalm accettò la resa del colonnello George Monro (o Munro) e concesse agli inglesi l'onore delle armi; nonostante ciò gli indiani che accompagnavano le truppe francesi non si ritennero soddisfatti del magro bottino che il Marchese aveva loro riservato e, quando la colonna britannica in ritirata sulla strada per Fort Edward fu abbastanza lontana, la attaccarono selvaggiamente nel tentativo di impossessarsi di armi e vettovaglie.
Molti soldati e coloni vennero brutalmente uccisi e scotennati ma la gran parte riuscì a tornare indietro e mettersi sotto la protezione dell'esercito francese. È questo l'avvenimento narrato da James Fenimore Cooper nel suo romanzo ma, al contrario di quanto fantasiosamente riportato nel libro (e nel film), in realtà il comandante inglese Monro sopravvisse all'agguato e solo poche decine di inglesi furono uccisi.

8 dicembre 1757 - battaglia di Bloody Creek (v. francese):

13-14 marzo 1758 - seconda battaglia delle Snowshoes (v. francese): molte furono le azioni militari a cui i parteciparono i Rangers di Rogers tra il 1756 e il 1758. Tra queste, nel marzo di quell’anno, vi fu il raid compiuto attraverso la superficie ghiacciata del lago George contro un contingente franco-canadese. La battaglia è ricordata come la ‘Battaglia delle racchette da neve’ poiché per muoversi sulla neve i soldati usavano questo particolare tipo di pattini a forma di racchetta. Lo scontro ebbe un funesto epilogo per i Rangers, all’inizio infatti riuscirono a prevalere sul primo distaccamento di milizia canadese ma in seguito, con l’intervento di rinforzi francesi giunti da Fort Carillon, le sorti si capovolsero e, durante una disastrosa ritirata, parecchi di loro rimasero esanimi sulla neve.

8 giugno-6 luglio 1758 - battaglia (assedio) di Louisbourg (v.inglese):

7-8 luglio 1758 - prima battaglia di Fort Carillon (Ticonderoga) (v. francese): il forte francese di Fort Carillon a Ticonderoga si ergeva sopra un promontorio sulle rive meridionali del Lago Champlain lungo la via d'acqua che verso nord arrivava fino a Montreal e poi a Quebec. Da anni gli inglesi tentavano di strappare al nemico il controllo di quelle acque la cui conquista avrebbe loro aperto la strada per l'invasione del Canada.
Nel giugno del 1758 un ennesimo tentativo venne messo in atto dagli anglo-americani e fu costituito un potente esercito di 17.000 uomini al comando del generale Abercromby.
Agli inizi di luglio una sterminata flotta di oltre mille battelli salpò per il lago Champlain e, senza incontrare nessuna resistenza, la mattina del 6 luglio 1758 l'esercito britannico iniziò lo sbarco all'estrema punta nord del lago George a sole due miglia da Fort Carillon.

La guarnigione del forte era composta dal reggimento Berry e altri sei reggimenti erano giunti da Montreal al comando del Marchese di Montcalm: La Reine, La Sarre, Royal Roussillon, Bearn, Languedoc e Guyenne. Appena arrivato il Marchese, consapevole di non poter sostenere un assedio di un esercito numericamente superiore dotato di molti pezzi di artiglieria, ordinò ai suoi uomini di costruire a mezzo miglio dal forte su un rialzo del promontorio una linea fortificata a zig zag rendendola più inaccessibile con un intricato fronte di rami, tronchi d'albero e pali appuntiti.
Purtroppo nei primi giorni dell'invasione l'esercito britannico perse il valoroso Brigadiere George Howe. L'uccisione dell'ufficiale fu un evento sventurato per l'esercito britannico le cui sorti sarebbero ora dipese dall'inadeguatezza del suo comandante in capo, James Abercromby.
Il giorno 8 luglio il generale britannico fece proprio ciò che Montcalm aveva sperato. Anziché dare ordine all'artiglieria di colpire la linea fortificata prima dell'assalto della fanteria, sottovalutando le difese nemiche, lasciò che le sue forze andassero all'attacco senza coordinamento e copertura.

Questa sua incapacità al comando costò agli inglesi molte vite umane, i valorosi assalti dei vari reggimenti tra cui il 42° Highlanders si infransero contro il solido sbarramento fatto erigere da Montcalm.
Nonostante la superiorità numerica e dopo aver subito pesanti perdite i britannici dovettero abbandonare l'impresa e fare ritorno precipitoso ad Albany da dove erano partiti.

27 luglio 1758 - imboscata di Half Way Brook (v. francese): tra Fort Edward e Half Way Brook (letteralmente 'ruscello a metà strada') un contingente di 200 franco-canadesi e 300 indiani tese una imboscata ad un convoglio inglese.
Centosedici soldati britannici furono uccisi (tra cui 16 rangers) e sessanta furono catturati.

14 settembre 1758 - battaglia di Fort Duquesne (v. francese): la battaglia ebbe luogo il 15 settembre del 1758 e fu il tentativo in parte fallito dell'esercito britannico del generale Forbes di effettuare un raid sul forte francese di Fort Duquesne nella Valle dell'Ohio.
Al comando di un esercito composto da circa settemila uomini, tra cui un contingente della milizia della Virginia comandato da Gorge Washington, Forbes seriamente ammalato e impedito nelle sue funzioni lasciò l'incarico di guidare l'avanzata al suo secondo in comando, il tenente colonnello di origine svizzera Henry Bouquet.
Quest'ultimo a sua volta inviò il maggiore James Grant di Ballindalloch ad effettuare una ricognizione su Fort Duquesne con il suo 77° reggimento di fanteria, i 'Montgomerie's Highlanders'.

Era il 9 settembre quando Grant guidò i suoi ottocento uomini verso il fortino come gli era stato ordinato con il solo compito di esplorare i dintorni dell'avamposto. Bouquet riteneva infatti che la guarnigione francese ammontasse a 500 soldati e 300 indiani, un contingente troppo numeroso per essere affrontato dal solo 77°.
Avvicinatosi al forte il giorno 14 Grant valutò invece che nell'avamposto ci fossero solo duecento uomini e inviò una pattuglia a verificare che nei pressi non vi fossero altri francesi. Al ritorno gli esploratori riferirono di non aver visto traccia di soldati nemici.
La mattina successiva il maggiore divise il reggimento in diverse formazioni. Una compagnia al comando del capitano McDonald fu inviata con tamburi e cornamuse contro il forte, una seconda forza di circa quattrocento highlanders seguiva nascosta poco distante con l'incarico di tendere una imboscata alle truppe che fossero uscite a contrastare gli uomini di McDonald. Il rimanente della colonna, al comando del maggiore della Virginia Andrei Lewis, fu lasciato a guardia delle salmerie e dei vettovagliamenti.

Come ipotizzato da Bouquet le forze franco-indiane erano in realtà in numero notevolmente superiore e mossero subito con violenza all'attacco degli inglesi. Sgominata rapidamente la compagnia di McDonald affrontarono e travolsero la colonna che seguiva e che avrebbe dovuto tendere loro un'imboscata.
Il maggiore Lewis a sua volta cercò di portarsi in aiuto di Grant ma ormai i francesi erano dilagati ovunque e costrinsero i suoi uomini a ritirarsi. Gli stessi Grant e Lewis vennero catturati, altri trecento soldati furono uccisi o fatti prigionieri mentre i superstiti riuscirono fortunosamente a fare ritorno al campo di Bouquet.

Nonostante l'iniziale vittoria contro la colonna di Grant, il comandante francese LeMarchand de Lignery comprese che con la guarnigione a sua disposizione non avrebbe potuto tenere a lungo Fort Duquesne contro l'esercito di Forbes dieci volte più numeroso. I francesi continuarono ad occupare l'avamposto fino al 26 di novembre e quando i britannici furono abbastanza vicini decisero di abbandonarlo in piena notte dando fuoco ad ogni cosa.
Ai soldati inglesi arrivati sulle macerie fumanti si presentò uno spettacolo terribile, gli indiani avevano tagliato le teste a molti dei loro commilitoni morti nello scontro del 15 settembre e le avevano conficcate in alto sui pali del forte insieme ai loro kilt.
Gli anglo-americani ricostruirono l'avamposto rinominandolo Fort Pitt in onore del primo ministro William Pitt da cui era venuto l'ordine di conquistare quel punto strategico della Valle dell'Ohio.

12 ottobre 1758 - battaglia di Fort Ligoniere (v. inglese):

26 luglio 1759 - seconda battaglia di Fort Carillon (Ticonderoga) (v. inglese): il generale Amherst, subentrato al comando dell'esercito britannico al generale Abercromby, con un esercito composto di 11.000 uomini tenta di nuovo la conquista del forte di Ticonderoga difeso da circa tremila soldati francesi comandati dal cavaliere di Bourlamaque.
Questa volta la spedizione ha successo. Senza tentare una difesa dai trinceramenti costruiti un anno prima da Montcalm e che avevano visto la sconfitta delle forze di Abercromby, i francesi si ritirano nella fortezza che subito viene circondata dall'esercito inglese. Amherst a questo punto fa avanzare l'artiglieria pesante e inizia il bombardamento di Carillon.
Bourlamaque, vista inutile ogni resistenza, la notte stessa si imbarca di nascosto con 2500 dei suoi uomini e si ritira più a nord a Fort St Frederic a Crown Point lasciando una piccola guarnigione di 400 soldati.
Amherst ancora all'oscuro di quanto accaduto nell'avamposto continua il suo avvicinamento finchè viene a conoscenza del ritiro del nemico. Intanto anche gli ultimi francesi abbandonano il forte sulle scialuppe non prima di aver dato fuoco ad una miccia che farà saltare la polveriera ed insieme l'intera fortezza.
Gli inglesi vengono avvertiti da alcuni disertori francesi ma è ormai troppo tardi. Fort Carillon esplode come un vulcano e tutto viene distrutto dalle fiamme.
Così cadde Ticonderoga, i britannici persero questa volta solo una cinquantina di uomini, di cui una quindicina i morti.
Alcuni giorni dopo, prima che vi giungesse l'esercito inglese, anche il forte di Crown Point venne abbandonato e dato alle fiamme dai francesi. La strada verso il Canada era ormai sgombra.

6-26 luglio 1759 - battaglia di Fort Niagara (v. inglese): una forza mista, composta da indiani e da soldati della milizia americana, agli ordini del Generale John Prideaux e di William Johnson, pose l'assedio a Fort Niagara. Quando Prideaux venne ucciso Johnson prese il comando e conquistò il forte.

13 settembre 1759 - battaglia delle pianure di Abraham (assedio di Quebec) (v. inglese): vedi ricostruzione della battaglia in altra pagina di questo stesso sito.

5 ottobre 1759 - Raid contro il villaggio di St. Francis (distruzione del villaggio Abenaki di St Francis o Saint François da parte dei Rangers del maggiore Robert Rogers): vedi ricostruzione della battaglia in altra pagina di questo stesso sito.

28 aprile 1760 - battaglia di Sainte Foy (v.francese): il generale francese Lévis a Montreal prende il comando delle armate regolari, quelle vincitrici a Carillon. Il generale inglese Muray, appreso l'avvicinamento di Lévis verso Quebec, esce con un'armata ma i Francesi battono gli inglesi nelle piane di Santa Fé (Sainte Foy) grazie ad una carica con le baionette. Sfortunatamente Lévis fallisce l'assedio di Quebec poiché i rinforzi promessigli non arriveranno mai. Ritorna a Montreal, ma alcuni mesi più tardi dovrà capitolare con il suo esercito, il Canada è perduto.

3-8 luglio 1760 - battaglia navale di Restigouche (vittoria inglese).

settembre 1760 - presa della città di Montreal (v. inglese) da parte del Generale Amherst.

10 febbraio 1763 - firma del trattato di Parigi, fine della guerra.


(tutti i soldatini che appaiono in questo articolo sono figurini in 60mm scolpiti e dipinti a mano della ditta John Jenkins Designs di H.K.)




 
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