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JUNKERS JU87 STUKA

TEMATICHE > AEREI MILITARI
 



Lo Stuka venne coinvolto nella guerra civile spagnola al fine di testare la sua efficacia in combattimento. Nel 1939 e all'inizio del 1940 il bombardiere si guadagnò la fama di terrore dei cieli a causa dei successi ottenuti in combattimento durante le guerre lampo di Polonia, Norvegia e Francia.
Bisogna dire che nelle suddette campagne lo Ju87 non ebbe una vera e propria opposizione aerea nemica. Quando infatti ebbe luogo la famosa battaglia d'Inghilterra, alla fine del 1940, gli Stuka soffrirono così tante perdite ad opera dei caccia britannici che vennero presto ritirati dalla battaglia. Al contrario nelle campagne successive contro la Grecia e la Russia, dove le forze dell'Asse godevano di una superiorità aerea, gli Stuka tornarono alle loro eccellenti prestazioni come bombardieri.
Nel periodo 1942-1945 il ruolo principale di questi aerei fu quello di attacco alle armate sovietiche sul fronte orientale. La produzione cessò nel 1944 dopo quasi seimila esemplari costruiti.




Lo Junkers 87 Stuka (acronimo di Sturzkampfflugzeug 'aereo da combattimento in picchiata')  fu concepito come un bombardiere da picchiata. Il primo volo ebbe luogo nel 1935 e la produzione di serie avviata nel corso del 1936.


Il PICCHIATELLO nel Mediterraneo 1940-1942

Le rapide vittorie della Luftwaffe agli inizi della seconda guerra mondiale sui cieli d'Europa furono molto enfatizzate dalla Germania e dai suoi alleati, e, come principale protagonista della 'guerra lampo' la famosa 'Blitzkrieg', la capacità dello Junkers Ju87 Stuka fu decisamente sopravvalutata.
Sotto l'effetto di tali considerazioni e, tenuto conto che l'industria aeronautica italiana non era ancora in grado di produrre aerei di una certa affidabilità, la Regia Aeronautica fece pressioni perché l'Italia si dotasse di un certo numero di Ju87B-2.
Tra luglio e agosto del 1940 un gruppo di piloti e di meccanici italiani fu inviato a Graz in Austria per seguire un corso di addestramento sugli Stukas e tornò in Italia con 15 apparecchi ottenuti dall'aereonautica tedesca. Dal 22 agosto questi aerei vennero trasferiti di base a Comiso, in Sicilia, dopo alcune presentazioni messe in scena dalle autorità fasciste a Roma, aeroporto di Ciampino, a Napoli Capodichino e a Catania Fontanarossa. Altri cinque esemplari arrivarono più tardi e l'ultima settimana dello stesso mese fu possibile dare inizio alla formazione di due squadriglie, la 236a e la 237a, all'interno del 96° Gruppo (nel disegno in alto a destra l'insegna del Gruppo).
Il velivolo ridipinto con le insegne nazionali venne battezzato 'Picchiatello' prendendo spunto dalle sue doti di bombardiere da picchiata.
Nel pomeriggio del 2 settembre i Picchiatelli italiani ebbero il loro battesimo di fuoco nel Mediterraneo quando attaccarono una formazione navale britannica appena fuori delle acque maltesi. La prima ondata decollò da Comiso alle 10,40 ma fu costretta a tornare alla base poichè non riuscì a trovare l'obiettivo. Alle 14,25 altri cinque aerei decollarono da Comiso al comando del Capitano Ercolano Ercolani. Avvistate le navi gli aerei entrarono in azione riuscendo a colpire una imbarcazione. Appena tornati alla base altri quattro velivoli si levarono in volo per attaccare un altro convoglio navale, durante questo attacco uno Stuka venne leggermente danneggiato.

Il primo attacco diretto a Malta fu effettuato il 5 settembre 1940. Alcuni ricognitori avevano infatti riferito della presenza di una grande nave nel Porto Grande ma i cinque Stukas inviati sull'isola non riuscirono a localizzarla. Come obiettivo alternativo colpirono Delimara con i loro 500 kg di bombe.
Dal giorno 15 settembre gli attacchi contro Malta cominciarono ad intensificarsi. Dodici aerei per ciascuna squadriglia del 96° Gruppo, scortati da Macchi C.200 'Saetta' del 6° Gruppo, effettuarono bombardamenti in picchiata contro il campo di aviazione di Hal Far, a sud-ovest dell'isola, con risultati molto significativi. Un contrattacco inglese compiuto con caccia Gladiators e Hurricanes riuscì a respingere l'attacco italiano.
Due giorni più tardi, durante un secondo raid, questa volta contro Luqa, aeroporto principale dell'isola, un bombardiere italiano fu abbattuto dagli Hurricanes mentre un altro ritornò alla base con il mitragliere morto nell'abitacolo posteriore. Durante questo raid, i Picchiatelli erano scortati da Fiat CR.42 del 23° Gruppo. Uno dei biplani di scorta, pilotato dal Sottotenente Cavalli, ricevette un colpo di antiaerea nel motore. Il pilota ebbe tempo di gettarsi con il paracadute prima che il velivolo esplodesse e fu fatto prigioniero.
Era chiaro come gli Ju87 fossero una facile preda per i loro avversari una volta che si erano liberati del loro carico di bombe.

Entrambe le Squadriglie 236 e 237 sospesero le loro operazioni contro Malta quando furono chiamate a svolgere operazioni militari su un altro fronte nell'imminente attacco contro la Grecia. Il loro posto in Sicilia fu preso da due unità di nuova formazione, le squadriglie 238 e 239 all'interno del 97° Gruppo. Dopo un breve esordio operativo contro il naviglio alleato intorno a Malta, il 28 novembre 1940 anche queste unità vennero inviate sul fronte greco poiché l'invasione cominciava a prendere una brutta piega per le truppe italiane.
Malta ritornò ad essere un bersaglio per l'aviazione italiana quando il 96° Gruppo tornò in Sicilia l'8 gennaio del 1941. La prima azione degli Stukas fu un raid effettuato il 9 gennaio su Marsaxlokk Bay, secondo porto dell'isola, con la scorta di 12 biplani CR.42 'Falco'. Il giorno 10 gennaio iniziò un ostinato inseguimento nel disperato tentativo di affondare la portaerei britannica 'Illustrious' mentre era di scorta ad un convoglio ad est della Sicilia. Nel pomeriggio alcuni Ju87 della 237a Squadriglia riuscirono a colpire gravemente la nave (83 marinai rimasero uccisi) costringendola a lasciare la formazione e dirigersi verso Malta per provvedere alle riparazioni d'emergenza.
Durante il suo soggiorno a Malta l'HMS Illustrious fu oggetto di ripetuti attacchi aerei, di tale intensità come mai l'Isola aveva subito fino ad allora. Poiché le banchine del porto di Malta sono situate in una zona densamente abitata si ebbe un numero di vittime molto elevato anche tra i civili. La portaerei inglese riuscì comunque a riprendere il mare e ad arrivare illesa in Egitto.

Con l'arrivo del contingente aereo tedesco in Sicilia (Fliegerkorps X) ebbe inizio il tentativo voluto da Hitler, evidentemente mai riuscito, di 'cancellare dalla carta geografica l'isola di Malta'.
I Picchiatelli italiani vennero inviati in Nord Africa e di nuovo sul fronte greco ma fecero ancora ritorno in Sicilia verso la fine di maggio del 1941. Le loro sortite iniziali si concentrarono sugli obiettivi navali che trasportavano rifornimenti ed armamenti a Malta ed Alessandria d'Egitto.
Fu solo nel mese di agosto che questi aerei tornarono a bombardare obiettivi su Malta stessa. Queste operazioni iniziarono con raid notturni il 7 di agosto ad opera delle Squadriglie 238 e 239. Seguirono incursioni simili l'11, il 15 e il 16 dello stesso mese.
Durante un raid nel Porto Grande il Sergente Maggiore Valentino Zagnoli riuscì a distruggere una nave cisterna. Due dei suoi compagni non ebbero la possibilità di completare l'azione avendo il primo problemi al motore e dovendo effettuare un atterraggio forzato mentre il secondo, a corto di carburante, dovette rientrare alla base.

Nel mese di settembre (8, 26 e 27) continuarono gli attacchi di Stuka alle difese maltesi. Dopo una breve pausa i Picchiatelli tornarono alle operazioni notturne contro l'isola nelle notti del 15 e del 16 ottobre.
Un attacco in forze venne pianificato per la notte del 5 novembre quando tredici aerei delle Squadriglie 208, 238 e 239 si lanciarono su obiettivi navali ancorati nel Porto Grande. Durante la battaglia due Ju87 vennero abbattuti dalla contraerea.
Questo ciclo di operazioni si concluse nella notte del 10 novembre 1941. Le incursioni aeree ripresero nel giugno del 1942. Gli obiettivi questa volta furono i campi d'aviazione di Luqa e Hal Far. Durante il raid del 24 si verificò la perdita dello Ju87 pilotato dal Sottotenente Fulvio Papalia mentre due ulteriori perdite si ebbero il 28 giugno.

Dopo queste incursioni le unità di Ju87 rivolsero la loro attenzione alle rotte di approvvigionamento del mare decollando dalle basi di Gela e Castelvetrano mentre raid notturni contro Malta ripresero durante l'ultima settimana di luglio.
Verso la fine di agosto, la 239a e 209a, con l'inserimento di nuovi piloti, portarono i loro attacchi contro le stazioni radar dell'isola, non senza perdite.
La fine delle operazioni degli Ju87B dalla Sicilia ebbe inizio il 5 novembre 1942. Durante un volo di addestramento l'ala di uno Stuka cominciò a vibrare violentemente. Un attento esame accertò che tutti gli aeromobili del Gruppo erano arrivati al limite delle loro possibilità tecniche e che le ali non avrebbero più retto allo sforzo richiesto dal bombardamento in picchiata.
Alla fine di novembre tutti i velivoli vennero ritirati e inviati alle officine aeronautiche Caproni di Lonate Pozzolo in provincia di Varese dove sarebbero stati riconvertiti nella versione Ju87D-3.

Come quelli di altri teatri del conflitto mondiale, lo Ju87B/Picchiatello italiano ha fama di essere stato, a parte il primo periodo della guerra, una facile preda per i piloti da caccia inglesi di Hurricane e Spitfire che più che dal fuoco degli aerei italiani si dovevano guardare dai tiri della propria contraerea a difesa di Malta.
I Picchiatelli riuscirono senza dubbio ad arrecare ingenti danni alle spedizioni navali e alle installazioni di Malta ma il costo pagato in termini di vite umane dai nostri valorosi equipaggi fu estremamente alto.



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