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LA GUERRA FRANCO INDIANA

TEMATICHE > SOLDATINI


LA GUERRA FRANCO
INDIANA

IN NORD AMERICA (1754-1763)

Fino ai primi anni del diciottesimo secolo le regioni settentrionali del Nord America dei monti Appalachi erano rimaste sostanzialmente inviolate e solo alcuni cacciatori o trappers, francesi provenienti dal Canada o inglesi dalle colonie della costa atlantica, osavano avventurarsi tra foreste selvagge e laghi incontaminati. I principali abitanti di quelle terre erano infatti i nativi americani e una straordinaria incredibile diversità di fauna selvatica.
Poichè, a differenza di quelle della Nuova Francia, le vicine colonie inglesi erano molto più prospere e popolose (oltre 1.000.000 di individui) i loro cittadini iniziarono a prendere in considerazione l'idea di trovare maggiori opportunità di ricchezza nei territori ad ovest oltre i monti Appalachi, fino ad allora sotto la sovranità francese e risparmiati dalla occupazione funesta degli uomini bianchi.

I francesi, la cui influenza territoriale si estendeva dalla Louisiana a sud fino al Golfo del fiume San Lorenzo a nord, inclusi i Grandi Laghi e la valle dell'Ohio, cominciarono a vedere con preoccupazione le continue incursioni britanniche nei loro possedimenti e decisero di erigere una serie di avamposti militari lungo la frontiera per contrastare le velleità delle colonie inglesi.
A partire dal 1751 venne perciò avviata la realizzazione di un numero considerevole di forti costruiti alcuni solo in legno altri in legno e pietra come delle vere e proprie fortezze. Tra i tanti nel 1751 Fort Beauséjour e Fort Gaspareau. Nel 1753 Fort Presq'Isle, sul lago Erie, Fort Le Boeuf e Fort Machault. Nel 1754 fu la volta di Fort Duquesne e nel 1755 di Fort Carillon a Ticonderoga.


La guerra Franco Indiana si può definire come il capitolo americano della Guerra dei Sette Anni, la prima vera guerra mondiale della storia (1756 - 1763). Originò dalla contesa sul controllo della valle dell'Ohio tra le colonie inglesi della costa atlantica e i francesi della Nuova Francia.
I nativi americani, per la maggior parte schierati a fianco della Francia, ebbero un peso notevole in molti degli eventi bellici che distinsero questo conflitto.

Gli inglesi non rimasero a guardare e a loro volta costruirono fortini ad Oswego e Halifax mentre il governatore della Virginia Robert Dinwiddie, incurante delle contrarietà espresse dalla Francia e delle conseguenze politiche e militari che il suo atteggiamento avrebbe causato, prometteva ai coloni nuovi insediamenti e commerci nella Ohio Valley attraverso la nascita della Compagnia dell'Ohio.
Lo stesso Dinwiddie, essendo venuto a conoscenza della costruzione delle fortificazioni francesi nei pressi del fiume Allegheny, inviò un giovane ufficiale dell'esercito provinciale della Virginia, un certo George Washington, a consegnare una lettera di invito ai francesi affinchè abbandonassero la regione. La missione fu ovviamente un fallimento e la missiva rispedita al mittente ma il giovane ufficiale notò che il territorio dove il fiume Allegheny e il fiume Monongahela si univano a formare il fiume Ohio sarebbe stato un ottimo punto per la edificazione di un forte.

Ai primi mesi del 1754 gli inglesi, seguendo i suggerimenti di Washington, inviarono un distaccamento con l'ordine di erigere un forte, che avrebbe dovuto chiamarsi Fort Prince George, nel luogo indicato dal giovane ufficiale. I britannici non fecero in tempo a terminare la costruzione poichè intervennero subito le truppe francesi a bloccare i lavori e mettere in fuga la guarnigione. I francesi terminarono l'edificazione del fortilizio rinominandolo Fort Duquesne.
George Washington quando venne a conoscenza della resa di Fort Prince George organizzò un contingente di circa 400 uomini composto di truppe provinciali americane e regolari britannici e pose il campo a Great Meadows, a sud est di Fort Duquesne, deciso a opporsi alle mosse del nemico.



Nei giorni successivi Washington venne informato dai suoi esploratori che i francesi avevano intenzione di attaccare la sua posizione di Great Meadows. Decise allora di lanciare un attacco preventivo che si concretizzò il 27 maggio del 1754 contro un contingente francese di una quarantina di uomini comandati dall'ufficiale Joseph Coulon de Villiers de Jumonville.
Nello scontro gran parte dei soldati francesi vennero uccisi e questo avvenimento è da sempre considerato il 'primo colpo di cannone' di quella che seguirà e verrà poi universalmente conosciuta come la Guerra Franco Indiana.
I francesi reagirono immediatamente all'affronto inviando una forza di 500 uomini tra truppe regolari e milizia canadese e oltre 300 alleati indiani contro l'esercito di Washington che nel frattempo si era trincerato in un forte frettolosamente eretto chiamato Fort Necessity. Causa la superiorità numerica dell'avversario la resistenza del piccolo presidio fu presto domata e Washington fu costretto ad arrendersi e abbandonare la regione rientrando velocemente in Virginia.

Ai primi mesi dell'anno 1755 il generale inglese Edward Braddock venne inviato nelle colonie quale comandante in capo delle forze britanniche in Nord America. La prima impresa, e per lui purtroppo l'ultima, appena arrivato in Virginia fu quella di organizzare in tutta fretta un esercito di circa 1.400 uomini e condurlo alla riconquista del forte che gli inglesi avevano dovuto abbandonare un anno prima, Fort Duquesne.
La spedizione fu un terribile disastro e l'esercito venne quasi interamente distrutto appena superato il corso del fiume Monongahela a poche miglia dal suo obiettivo. Gli inglesi, totalmente inadatti alle tecniche di guerriglia indiane, caddero infatti in una imboscata tesa loro da una forza mista di soldati francesi e alleati indiani che, al riparo degli alberi della foresta, ebbero buon gioco a fare fuoco sulle truppe britanniche come un facile tiro a segno.

Lo stesso generale Braddock venne mortalmente ferito e spirò quattro giorni dopo nel corso della ritirata, solo un terzo dei suoi soldati riuscì a porsi in salvo e la maggior parte delle vettovaglie e dell'armamento, cannoni compresi, andò perduto. Le forze franco-indiane al contrario ebbero solo poche decine di perdite. Durante lo scontro si distinse per capacità e abnegazione il giovane George Washington che ancora una volta dimostrò il suo coraggio riuscendo a contenere i danni dovuti ad una ritirata precipitosa di soldati spauriti e sgomenti.

Al nord le cose andavano meglio per gli inglesi. Nell'estate del 1755 Sir William Johnson era riuscito a far erigere un nuovo forte appena a ridosso del territorio francese, Fort Edward sul fiume Hudson. Lasciato Fort Edward l'8 settembre 1755 Johnson si scontrò e sconfisse le truppe francesi del barone Dieskau nella battaglia di Lake George e consolidò la sua posizione facendo costruire un secondo forte, Fort William Henry, all'estrema punta sud del lago.

Nonostante questi combattimenti la guerra tra Francia e Inghilterra non fu ufficialmente dichiarata prima del 1756.
Fino al 1758 gli avvenimenti proseguirono tra alterne vicende a favore dell'una o dell'altra parte. Nell'estate di quell'anno gli inglesi lanciarono una offensiva in grande stile che avrebbe avuto tre obiettivi principali: il primo la fortezza di Louisbourg sulla costa atlantica che controllava l'ingresso della baia di San Lorenzo e quindi la via d'acqua che portava a Quebec, il secondo Fort Carillon a Ticonderoga sul lago Champlain che bloccava la via di terra verso l'ovest e il terzo Fort Duquesne dal quale si dominavano i territori dell'Ohio.
Il primo ed il terzo obiettivo furono raggiunti, la caduta di Louisbourg avvenne il 26 luglio 1758 mentre Fort Duquesne venne abbandonato dai francesi in autunno, mentre fallì il tentativo di conquistare Fort Carillon da parte del generale britannico James Abercrombie. Solo l'anno successivo gli inglesi sarebbero stati in grado di impossessarsi di quell'avamposto.
La conquista di Fort Duquesne da parte degli anglo-americani del generale Forbes, che rinominò il forte Fort Pitt, consentì finalmente all'Inghilterra di avere per la prima volta il pieno possesso della valle dell'Ohio.


Durante il 1759 le vicende continuarono ad essere positive per la Gran Bretagna. Il generale Amherst, che aveva sostituito il generale Abercrombie quale comandante in capo delle forze britanniche, lanciò una nuova campagna nell'estate di quell'anno e il 27 giugno conquistò Fort Carillon rinominandolo Fort Ticonderoga mentre in luglio Sir William Johnson, al comando di una forza mista di milizia americana e indiani, catturò Fort Niagara.

Quebec era la piazzaforte francese più poderosa del Canada e gli inglesi sapevano che se fossero stati in grado di  conquistarla il resto dei possedimenti francesi in America sarebbe presto caduto nelle loro mani. Per questo motivo agli inizi del 1759 pianificarono una potente offensiva di forze combinate terrestri e navali al comando del generale James Wolfe e dell'ammiraglio Charles Saunders.
Questi posero l'assedio alla città il 27 giugno del 1759 e nel settembre successivo la guarnigione francese dovette arrendersi dopo la sconfitta subita durante la battaglia delle pianure di Abraham. Nel corso di questo avvenimento i comandanti degli opposti schieramenti, Wolfe per gli inglesi e Montcalm per i francesi, rimasero mortalmente feriti.
Le ultime a cadere in mano britannica furono le città di Montreal e Detroit nel 1760 e dopo successivi scontri minori che si protrassero fino al 1763 la Guerra Franco Indiana ebbe finalmente termine con la completa conquista del Nord America da parte della Gran Bretagna. Conquista che venne ratificata il 10 febbraio del 1763 con il Trattato di Parigi.




(tutti i soldatini che appaiono in questo articolo sono figurini in 60mm scolpiti e dipinti a mano della ditta John Jenkins Designs di H.K.)


 
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