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STEFANO ALLORINI TITOLARE SAIMEX

INTERVISTA A...
 

                        intervista a..

STEFANO ALLORINI
titolare della
Saimex Toys di Carpi


Ciao Stefano,  
attualmente tu sei uno dei maggiori importatori di soldatini d'Europa e un profondo conoscitore di questo settore a livello mondiale. Potresti raccontarci come è nato il tuo interesse per le miniature?


Da piccolo è stata una mia passione, credo un interesse normale per i bambini dell'epoca. Tanti soldatini di plastica ovviamente. Adoravo le Giubbe Rosse e i soldatini inglesi, mi attirava nell'immaginario la vita nelle foreste del Canada, le scoperte del West, i Roger's Rangers, gli indiani ecc.
Poi stop per circa 25 anni. Interessi diversi sport, studio, lavoro. Poi improvvisamente la riscoperta dei soldatini in un mercato artigianale di Buenos Aires nel 1992. Il riavvicinamento a quella passione tramite l'entusiasmo di alcuni collezionisti argentini. Ritornato in Italia mi avvicino a produttori italiani che mi fanno ancora di più incuriosire con la loro competenza e passione. Tra di loro  Gozzi Roberto, Fabio Carretti, Marco Lucchetti, Maurizio Crespi, ecc. Nei miei viaggi all'estero incontro produttori sconosciuti in Italia come Hiriart, Beau Geste, DSG Britains, Army House. Li introduco presso questi produttori e inizio a comprare per me e per loro.
Da quel momento è iniziata per me quella che è diventata un'avventura entusiasmante lungo i meandri della storia. Che mi ha permesso di incontrare persone stupende, competenti che sempre mi hanno trasmesso entusiasmo per approfondire e cercare nuovi appassionati che avessero qualcosa di nuovo da proporre da tutte le parti del mondo……e così il viaggio continua.

Pensi che il soldatino sia una forma d'arte?

Il soldatino in sé è sicuramente una forma d'arte, anche se dobbiamo dividere le due branche: il soldatino 'Toys' e quello 'Models'. Il primo è appannaggio dei collezionisti, il secondo dei modellisti.
Solo negli ultimi anni l'elite dei modellisti di soldatini ha cominciato ad apprezzare il prodotto apparentemente più povero destinato ai collezionisti. In ogni caso quando qualcosa ti provoca un'emozione questa secondo me è arte. A me e a tanti collezionisti una bella scena, una accurata ricostruzione storica con dei Toys (siano essi di plastica o metallo) provocano ancora emozioni.
Quindi la risposta è si!

Sei appena tornato dal Toy Soldier Show di Londra, quali sensazioni ne hai tratto? Com'è la salute del settore?

In Inghilterra la crisi si sente, così come in altri paesi, ma la passione è più forte perché c'è maggiore cultura collezionistica in questo ambito. Forse si compra meno, ma si compra sempre.
C'è stato un buon afflusso di collezionisti. Tra l'altro hanno accettato la sollecitazione a venire allo Show 4 dei collezionisti italiani, due dei quali era la prima volta venivano in visita a Londra e, tra giramenti di testa e attacchi di tachicardia, sono rimasti entusiasti dell'esperienza.
Londra è sempre un appuntamento importante per me, per i rapporti che vengono rinsaldati con vecchi e nuovi produttori. Tra l'altro introdurrò in Italia una nuova ditta molto interessante MORGAN MINIATURES che produce soldatini del periodo dei 'Conquistadores' spagnoli e del West. Sono Aztechi e Conquistadores, oltre che indiani delle praterie e Messicani, perfettamente abbinabili ai soldatini di altre importanti marche come la King & Country.

A proposito della King and Country quest'anno questa famosa ditta di Hong Kong ti ha nominato importatore unico per il mercato italiano, una grande soddisfazione ma un incarico piuttosto impegnativo penso. Come lo stai affrontando? La crisi sta avendo effetti negativi su questo hobby a tuo parere?

Si dopo molto lavoro i dirigenti della King mi hanno onorato della loro fiducia. E' un lavoro duro, ma molto stimolante. Ho aumentato l'investimento pubblicitario e la partecipazione diretta alle manifestazioni fieristiche per coinvolgere il maggior numero di collezionisti e curiosi che, pur ricordando i soldatini in gioventù, se ne erano allontanati. Debbo dire che nonostante la crisi il mercato ha tenuto. Si compra meno, ma sempre si compra. La ditta poi è un vulcano di novità sempre di altissimo livello. Aspetto comunque la fine dell'anno per tirare le somme di questa prima esperienza da distributore unico.

Quale tra i periodi storici trattati da K&C quello che raccoglie il maggior favore tra i collezionisti?

La seconda Guerra Mondiale in assoluto, anche se la Guerra Civile americana e le serie storiche degli egiziani, dei crociati e del West hanno riscosso un ottimo successo.

Sempre riguardo alla K&C potresti rivelare qualche indiscrezione riguardo le novità prossime future che ha in serbo Mr Neilson per noi? Cosa ne è della fanteria italiana della seconda guerra mondiale annunciata lo scorso anno?

Mi sono reso conto che la rapidità con la quale viaggiano in rete le notizie creano nei grandi produttori l'ansia di essere copiati. Per cui viene vanificato l'investimento in ricerca e sviluppo che occupa, insieme al marketing, una grande fetta dei bilanci di queste ditte.
In effetti la promessa di iniziare la produzione degli italiani è stata esplicitata dallo stesso Direttore Creativo Andy Neilson nell'incontro che abbiamo avuto a Roma in Dicembre, però è ancora 'top secret'.
Spero di avere maggiori notizie dopo la mia visita al prossimo Chicago Toy Soldiers Show del 27 Settembre prossimo.

Si parla spesso di una percezione avvertita da molti rispetto ad una costante rivalutazione economica che alcune marche stanno avendo nell'ultimo periodo? È un riscontro esatto secondo te e i collezionisti ne tengono conto nei loro acquisti?

Si, ultimamente si è avuta in Italia questa sensazione. L'acquisto del figurino può avere anche un risvolto di investimento. Primo per giustificare a mogli e parenti vari gli acquisti che vengono fatti. Sempre più vengono citate le aste e le indicazioni, anche se superficiali, di e-bay. Che analizzate settimanalmente, come facciamo noi, danno sicuramente una percezione di questo fenomeno in crescita. D'altra parte l'aumento in questi ultimi tre anni dei collezionisti a livello mondiale delle ditte King & Country e John Jenkins, hanno determinato una spasmodica ricerca per il completamento delle collezioni da parte degli ultimi arrivati. Questo ha determinato un lievitare dei prezzi.
Credo che nel prossimo futuro ci sarà un assestamento del numero dei collezionisti e di conseguenza dei prezzi, per cui già le ultime serie andate fuori produzione non hanno determinato aumenti rilevanti delle loro quotazioni.

Io amo molto il periodo relativo al diciottesimo secolo e penso che la John Jenkins Designs abbia trovato in questa epoca il massimo della sua espressione artistica. Quale  è stata la risposta dei collezionisti alle ultime realizzazioni di questo produttore come il treno di artiglieria inglese o la scialuppa dei Rangers?

Buonissima. Tra l'altro sono già state messe fuori produzione e lo stock è terminato, a dimostrazione che il periodo è molto amato.

Prima di chiudere volevo chiederti a quale periodo storico vanno le tue preferenze e quali sono, se ci sono, i figurini o gli oggetti che ami collezionare?

Il Risorgimento Italiano. Il mio sogno è di poter avviare la produzione delle varie battaglie che hanno contraddistinto questo periodo fondamentale della storia italiana. Purtroppo i media e soprattutto i 'professori' che sono entrati nella scuola provenendo da un certo periodo storico (1968) non hanno certo brillato per trasmettere questi valori ai nostri figli.
Per cui oggi se chiedi ad alunni di scuola media o superiore di S. Martino e Solferino o della prima Guerra di Indipendenza non sanno rispondere o se rispondono si chiederanno se è il titolo di una canzone di Vasco o una nuova strategia per vendere telefonini.

Immaginando di poter conservare per te un unico soldatino su quale cadrebbe la tua scelta?

VITTORIO EMANUELE II A CAVALLO PRODOTTO DA PRANZETTI ...su chi era e che cosa ha rappresentato per il collezionismo di soldatini in Italia …alla prossima puntata.

Grazie Stefano per averci dedicato il tuo tempo prezioso, migliori auguri per il tuo lavoro,

Carlo


Carpi, giugno 2009



 
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